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100 ANNI DALLA NASCITA DEL BEATO ALBERTO MARVELLI

(1918 - 21 marzo – 2018)

Messaggio del Delegato Nazionale Exallievi/e

 

             Alberto Marvelli (1918-1946), un’exallievo che ha imparato il meglio di Don Bosco: “Il mio programma si compendia in una parola: santo”. Questo è stato e rimane il sogno di Don Bosco, che quanti lo incontrano possano camminare desiderare e crescere conformemente alla santità battesimale, realizzarsi nella famiglia e nella società, per realizzare un mondo migliore, tenendo fisso lo sguardo alla stella polare che è Cristo Gesù. Alberto ha curato molto questo desiderio di santità, impegnandosi quotidianamente nella preghiera e nella carità. È importante dare tempo alla preghiera: i laici non sono cristiani del solo rito domenicale, ma vi giungono portando l’unione con Dio vissuta ogni giorno in momenti di intensità spirituale e di meditazione della Parola di Dio. Essere buoni Exallievi/e significa dedicare tempi precisi alla preghiera, programmandoli sotto la guida spirituale, che non può mancare per la crescita nella santità. E così anche della carità, vissuta in famiglia, nel lavoro, nell’impegno sociale.

             Teniamo vive le parole di S. Giovanni Paolo II alla beatificazione di Alberto Marvelli: “A voi laici spetta di testimoniare la fede mediante le virtù che vi sono specifiche: la fedeltà e la tenerezza in famiglia, la competenza nel lavoro, la tenacia nel servire il bene comune, la solidarietà nelle relazioni sociali, la creatività nell’intraprendere opere utili all’evangelizzazione e alla promozione umana. A voi spetta pure di mostrare – in stretta comunione con i Pastori – che il Vangelo è attuale, e che la fede non sottrae il credente alla storia, ma lo immerge più profondamente in essa” (5 settembre 2004).

             Stefano Zamagni, economista stimato, parlando del beato ha detto: “Attenti a dare un'immagine riduzionistica di Alberto Marvelli! Egli aveva una concezione dell'agire che era in linea col pensiero cattolico del suo tempo. Seppe coniugare la preghiera e il lavoro, mettendo il lavoro allo stesso livello della preghiera, con un preciso senso dell'incarnazione, l'alleanza fra il divino e l'umano; così Marvelli (in una lettura corretta!) non fu un ‘buonista’, ma vide nell'agire la realizzazione della vocazione propria: si iscrisse ad un partito, la Democrazia cristiana di De Gasperi e La Pira, fu assessore, diede alla carità il sostegno organizzativo di strutture politiche”.

            Ed è in questo senso che la “profezia” di Alberto è particolarmente attuale: giovane laureato in ingegneria, si impegna in politica a Rimini, viene  nominato assessore ai lavori pubblici. Gli viene affidata anche la Commissione degli alloggi che deve disciplinare la loro assegnazione in città e nelle frazioni, requisire appartamenti, eseguire accertamenti di abitazioni disponibili. “Ad Alberto il compito più difficile che la politica deve affrontare in quel momento: la ricostruzione della città più devastata dai bombardamenti. Egli non si perde d’animo e affronta ogni situazione con coraggio da buon cristiano e onesto cittadino, forte dei valori acquisiti alla scuola di Don Bosco. Su un piccolo blocchetto per appunti aveva scritto: ‘Servire è migliore del farsi servire. Gesù serve’. Con questo spirito di servizio e con coraggio affronta gli impegni e le responsabilità. È ammirato e stimato da tutti per la sua serietà professionale, la generosità, l’attenzione ai più bisognosi, tant’è che in poco tempo viene nominato responsabile del locale Genio civile” (Avantaggiato).

             Guardiamo, pertanto, al beato Alberto Marvelli, che ha esercitato l’apostolato salesiano di buon figlio di Don Bosco, impegnandosi direttamente in politica. Per Alberto era impossibile la scissione tra fede, mistica e politica. La politica non è una cosa sporca, ma un campo di incontro con Cristo, di santificazione nel servizio dei fratelli.

            Come ho già avuto modo di dirvi altre volte, abbiamo Cristo, abbiamo valori straordinariamente significativi per costruire le nostre città, abbiamo il senso di una autentica laicità, attenta e rispettosa della pluralità delle diverse prospettive. E come figli di Don Bosco, abbiamo l’entusiasmo di spenderci per i giovani e le famiglie, per il lavoro e per l’educazione, per le nostre città perché siano sempre più vivibili e belle, per il rispetto dell’ambiente e della “casa comune”, dell’anziano e delle sue risorse, per l’onestà e il superamento delle attuali strutture di corruzione. Si aprono i grandi orizzonti! È bello sognare un mondo diverso, più giusto, aperto, più rispettoso dei diritti dell’uomo, attento alle fragilità e ai bisogni dei soggetti più vulnerabili. Amiamo la politica! È necessario il passaggio alla politica! Ma, come ci ha insegnato recentemente Papa Francesco “per favore nella grande politica, nella Politica con la maiuscola!”.

                                                                                 

Don Gianni Russo
Delegato Nazionale Exallievi/e di Don Bosco
Roma, 21 marzo 2018, Centenario della nascita del Beato Alberto Marvelli

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