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Voci Fraterne al servizio degli Exallievi: 100 anni per raccontare la nostra Chiesa

Di Valerio Martorana

Con questo numero celebriamo i 100 anni della nostra Rivista, un secolo di vita per raccontare un vasto movimento di persone che, in virtù dell’educazione ricevuta alla scuola di Don Bosco, quotidianamente scrivono una pagina di storia della Chiesa e della Congregazione salesiana. Quale rivista ho sognato in questo periodo di direzione, dal mese di giugno 2013,  e con quale tecnica comunicativa? Ho inteso tale compito, innanzitutto, come un regalo da parte del nostro Padre, Maestro ed Amico alla cui scuola, sin da piccolo, mi sono forgiato per essere missionario a servizio degli altri.  A Don Bosco, e per il suo tramite ai tanti salesiani che ho incontrato, debbo il mio modo di essere e per tale motivo sono grato a Lui ed ai suoi degni rappresentanti che quotidianamente cercano di dare voce agli ultimi, di formare le nuove intelligenze utili al progresso della società. Ho cercato di rispettare la tradizione ma di guardare la realtà e di innovarla, cercando di rendere leggibile nel suo complesso il prodotto editoriale che vi sottoponiamo. Il Santo padre, Papa Francesco, afferma che: “La tradizione è come le radici, che ti danno il succo per crescere. E tu non diventerai come le radici, no: tu fiorirai, l’albero crescerà, darai dei frutti e i semi saranno radici per gli altri”. Qual è la tecnica comunicativa utilizzata per bombardare l’orgoglio dell’appartenenza e dell’identità di essere exallievo? E’ quello dello stile narrativo a voi noto anche perché ho notato che il vero primo nemico di tanti exallievi è la mancanza di motivazione! Eppure girando in lungo ed in largo lungo lo stivale ci sono storie di exallievi da buone prassi, straordinari impegni silenziosi a favore degli ultimi, intelligenze politiche al servizio di questo vasto movimento di persone. 

Paternità, semplicità e gioia nella guida di questa rivista e nel cercare di animare la vostra coscienza. Scusatemi se qualche volta ho avuto il coraggio di osare e sfidare le vostre intelligenze ma è dovuto! Perché oggi assistiamo ad una crisi della speranza, abbiamo scarsa fiducia nel domani, i giovani si sentono tarpare le ali in un mondo adultizzato che spegne il loro entusiasmo. Consentitemi di dire che siamo stati anche la vostra compagnia nella solitudine della quotidianità, è questa la Voci Fraterne che ho pensato e cercato di realizzare. So che siete ancora discoli! Siamo sempre alla ricerca della nostra vocazione, quella di essere buoni cristiani e onesti cittadini; dovremmo riuscire a vivere sempre con la stessa tenerezza di Maria.

Annunciamo il nostro essere Exallievi a tutto il mondo, senza timore e nei contesti in cui operiamo quotidianamente: serve alla crescita umana e spirituale della società. "L'opera umana più bella è essere utile agli altri" (Sofocle). Nell’epoca della farsa e dei tradimenti, della normalità dell’essere “double face” , è difficile fare informazione ed a maggior ragione una buona informazione. C’è un’ipocrisia dilagante, ti guardano in faccia e ti dicono il contrario, salutandoti! Si salvaguarda l’apparire, invece è importante sorridere, oggi non si sorride più. Continuo a lottare contro un fenomeno dilagante in alcune realtà unionali: l’assenza, la signora assenza che gode del consenso degli iscritti! Ed anche, permettetemi di scriverlo, ho cercato di portare alla luce l’ipocrisia di una società malata, a tutti i livelli.

“Fare del bene a tutti, del male a nessuno. Questa è la mia politica” soleva dire Don Bosco ed è quello che ho cercato di fare con la direzione di questa rivista, rendendo tutti protagonisti, tornando a rendere il territorio e l’exallievo al centro della nostra informazione, il core business. Non ad una rivista del disinteresse, si ad un’informazione interessata.  Questa rivista è la vostra casa, ogni exallievo potrà ben dirlo per tutta la sua vita perché, come voleva il nostro Padre, Maestro ed Amico, ci dobbiamo sentire a casa, respirando il profumo di Don Bosco attraverso le azioni e le gesta dei suoi figli. Seguiranno, nelle successive pagine, gli interventi di due illustri miei predecessori: Enrico Greco e Michele Panajotti.

Per quanto ci criticano continuiamo il nostro lavoro adottando il seguente sistema e prezioso motto: agire bene e lasciare le persone che parlino; la correttezza, ricordatelo, paga. Ad multos annos, Voci Fraterne!

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