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Confermato don Gianni Russo

Confermato don Gianni Russo delegato nazionale degli exallievi

La Congregazione salesiana, tramite il consigliere regionale per la regione Mediterranea don Stefano Martoglio, ha confermato don Giovanni Russo delegato italiano degli exallievi per il successivo triennio 2016-2019. Auguri di buon lavoro !

L'importanza di esserci ... e di crederci

L'importanza di esserci ... e di crederci

di Giovanni Costanza

Dai forum socio-politici tenuti agli inizi degli anni Novanta emerse una schiera di giovani Exallievi di buone capacità, fortemente determinati a operare un ammodernamento essenziale nella nostra associazione. Ricordo Stefano, Roberto, Arduino, Ezio, Marilena (ne ricordo molti altri, ho impresso il loro viso ma non il nome). L’impulso fu raccolto da Exallievi adulti dalla mente aperta, disposti a mettersi in gioco e a rivedere le proprie comode certezze. Guidati dal presidente, Renzo Romor, e dal delegato di ferro, don Ilario Spera, giungemmo a Rimini nel 1996 a celebrare il congresso dal titolo “Rinnovarsi per
rinnovare”
. Da quell’appuntamento nacquero intendimenti ed esperienze innovative come le raccolte di solidarietà per la costruzione degli oratori di Brno prima e di Zepce poi. Così, si diffuse un nuovo modo di intendere l’Unione degli Exallievi, proiettata anche fuori dalle case salesiane, impegnata in quei compiti di solidarietà che ampliavano il concetto del mutuo soccorso voluto agli inizi da Don Bosco.
Dieci anni dopo, ancora un altro gruppo di G.Ex., appoggiati innanzitutto dai giovani di Rimini e, come sempre, da adulti che compresero la necessità di rivedere alcune linee direttrici della nostra associazione. Ricordo Luca, Raffaella, Luciano, Fredi, Giovanni, Livia, Antonio, Valentina, Sebastiano che, accompagnati dal delegato operaio, don Mario Pertile, vissero l’esperienza dei campi di lavoro in Romania e altrove. Così, nel 2006, guidati dal presidente Cannelli, giungemmo alla casa madre di Torino per celebrare il congresso dal titolo “Dare di più a chi ha avuto di meno”. Fu approfondita l’analisi del mondo giovanile, oggetto della nostra missione, rielaborando le motivazioni dei loro disagi e riproponendo i campi di azione delle nostre Unioni. Non solo le scuole e gli oratori salesiani, ma anche la famiglia.
Anche oggi, ancora dieci anni dopo, un gruppo di giovani Exallievi, impegnati in un percorso a volte faticoso ma senza dubbio appagante, stimolati e accompagnati da un manipolo di adulti ben disposti, sta proponendo nuove strade per la comunicazione tra gli Exallievi e per l’incidenza della nostra associazione sul territorio. Cito per tutti il vice presidente giovane Matteo e mi riferisco al
cammino progettuale iniziato con l’evento celebrato lo scorso luglio a Milano, all’interno di EXPO 2015. Forti anche di questo cammino, a novembre di questo 2016 giungeremo a Firenze da tutte le parti d’Italia per celebrare il X congresso nazionale degli Exallievi d’Italia dal titolo “Testimoni audaci sulle orme di Don Bosco”, che richiama la fedeltà al carisma del fondatore ma an- che la necessaria audacia richiesta dall’attualità.
Mi auguro che saremo numerosi, ma soprattutto convinti dell’importanza di esserci. Abbiamo da tempo compreso che il senso di esistere e, conseguentemente, la sopravvi- venza della nostra associazione è legata non tanto o non solo alla consistenza numerica, quanto alla capacità di essere centro di interessi e valori. Le Unioni non possono snaturare la loro missione che è quella di “... insegnare agli altri come si debba fare il bene e detestare il male... ”. Tale missione comporta una naturale incidenza sul ter- ritorio che potrà essere esercitata solo se saremo non solo disposti ma anche adeguatamente formati per tradurre in azioni concrete il nostro impegno sociale.
L’augurio è che da Firenze si apra un nuovo decennio che veda le Unioni degli Exallievi impegnate a sviluppare azioni sociali a favore dei giovani e delle famiglie, specie quelle più deboli, nonché ad incidere sulle politiche socia- li con una voce chiara e autorevole.
“Sono certo che voi continuerete ad essere la consolazione di Don Bosco”.
Noi vogliamo provarci. E tu?

Ciao don Spera

Caro don Spera,


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