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UNA VITA PASQUALE
Exallievi/e per una società nuova

1. Exallievi/e: persone pasquali

             Pasqua, dal greco pascha, e dall’aramaico pasah, significa, “passaggio”, andare oltre. È un’esperienza di libertà-liberazione: come gli ebrei passarono il mar Rosso, finalmente liberi dalla schiavitù dell’Egitto, così i cristiani nella pasqua del battesimo passano alla vita nuova in Cristo, finalmente liberi dal peccato e pienamente inseriti nell’amore salvifico del Padre. La pasqua del cristiano è la scelta di morire alla logica del mondo e dell’egoismo, per aprirsi alla logica di Dio e della fraternità. La pasqua battesimale ci riconcilia con Dio, con noi stessi e con tutta la creazione, per cui respiriamo gli ampi orizzonti di una vita nuova in Cristo: il cristiano, uomo pasquale, è un uomo risorto, gioioso, sempre allegro, perché sa che Dio è “per” lui e mai “contro” di lui; e, nonostante le nostre debolezze, abbiamo un avvocato presso il Padre, Cristo Gesù (cf. Rm 8,31b-34). Così, il nostro padre, Don Bosco, sempre allegro, anche e soprattutto nelle prove, perché pieno di fiducia in Dio; così i Salesiani nostri formatori, che ci hanno insegnato la gioia come il battito del cuore, vero frutto pasquale, che non si ferma e sa prevenire sclerocardie e infarti.

 

L’Exallievo/a è una persona pasquale, la sua vita è segnata dalla pasqua del battesimo e dalla pasqua del giorno in cui i nostri passi hanno varcato la casa di Don Bosco.

                       

L’Exallievo/a è una persona pasquale, la sua vita è segnata dalla pasqua del battesimo, ma anche da quella pasqua segnata dal giorno in cui i nostri passi hanno varcato la casa di Don Bosco. Tutto è cambiato! Con Don Bosco o senza Don Bosco la nostra vita non sarebbe la stessa! Don Bosco ci ha insegnato a guardare a noi stessi e alla storia come cammino pasquale, come continuo cambiamento verso il meglio, verso la santità. Abbiamo lasciato il “faraone” d’Egitto e ci siamo rivestiti di Cristo; abbiamo lasciato le logiche della carne, dei potenti, delle alleanze basse, e abbiamo scelto di essere “buoni cristiani e onesti cittadini”. Quest’ultima è un’espressione pasquale per eccellenza: i figli di Don Bosco vivono una vita battesimale-pasquale da “buoni cristiani”, coinvolti nel cammino di fede, impegnati nella Chiesa, affezionati al papa e docili al suo insegnamento; ma anche da “onesti cittadini”, laici impegnati nella società, fiduciosi nel trasformarla perché capaci di dialogo e di fraternità, schierati con i valori della fede, della famiglia, del lavoro, nella difesa e nella promozione della vita dal concepimento alla fine naturale.

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Abbiamo lasciato il “faraone” d’Egitto e ci siamo rivestiti di Cristo; abbiamo lasciato le logiche della carne, dei potenti, delle alleanze basse, e abbiamo scelto di essere “buoni cristiani e onesti cittadini”

 

2. La vita nuova: altri Cristo, altri Don Bosco 

         L’agire segue l’essere (agere sequitur esse), le nostre azioni promanano da ciò che siamo. Cosa siamo, chi siamo? Siamo uomini e donne pasquali: lo Spirito Santo vive in noi. Siamo dunque animati dallo Spirito e non dalla carne, agiamo secondo lo Spirito. Diventiamo sempre più – almeno ci sforziamo – ciò che siamo: noi siamo altri Cristo, altri Don Bosco, altri … ognuno ci metta il nome del salesiano che gli ha conquistato il cuore. Tutti uomini e donne pasquali! Non fatti, una volta per tutte, ma in continua trasformazione pasquale per ventare sempre più ciò che siamo, ciò che abbiamo appreso da Don Bosco di essere. Sempre capaci di metterci umilmente in discussione (umili e miti come l’Agnello pasquale), per essere sempre più uomini e donne che vivono la novità del Vangelo, la freschezza di una vita che nasce sempre e ci mantiene sempre giovani, sempre nuovi.

            Viviamo la gioia della vita nuova in Cristo, della vita pasquale, liberi dai condizionamenti della schiavitù dell’Egitto. Riconciliamoci come uomini e donne che vivono da veri fratelli e sorelle su questa terra, integrandoci nella bellezza e nella varietà delle culture e delle etnie; riconciliamoci nelle famiglie, pronti al perdono che dà gioia nuova; riconciliamoci con la natura, curandola come nostra “casa comune” e come paradisiaco giardino, luogo in cui respiriamo a pieni polmoni la gioia di esistere.

 

Uomini e donne pasquali nella nostra associazione: impegnati per la fraternità, senza cercare nostri interessi, senza strumentalizzare, ma aperti e sinceri, non animosi o litigiosi, ma luminosi

                       

E anche nella nostra associazione: uomini e donne pasquali, impegnati per la crescita della fraternità, della carità; senza cercare nostri interessi, senza strumentalizzare, ma aperti e sinceri, non animosi o litigiosi, ma luminosi della bontà di san Francesco di Sales, perché la nostra associazione sia il giardino dove tutti vogliono entrare, la casa comune dove tutti ci vogliamo bene nel nome di Don Bosco, di colui che rende ogni giorno possibile quel cambiamento, quella pasqua che è il nostro quotidiano “sì” alla vita, a Dio e a noi stessi.

  Don Gianni Russo, Delegato Nazionale

 

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