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            Carissimi Exallievi di Don Bosco, reverendi salesiani e figlie di Maria Ausiliatrice, graditi ospiti del mondo della comunicazione sociale, gentilissimi amici presenti tutti, buongiorno e benvenuti.

            Prima di tutto GRAZIE a chi, anche affrontando un viaggio, oggi ha scelto di unirsi a noi in questo momento di festa in cui celebriamo i cento anni di “Voci Fraterne”. GRAZIE a coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo incontro e a quanti oggi ci faranno dono del loro pensiero. GRAZIE alle associazioni qui presenti, iniziando con i fratelli Salesiani Cooperatori, i rappresentanti della Confederex e quelli della FIDAE.
GRAZIE agli Exallievi che rappresentano la Confederazione mondiale e le varie Federazioni ispettoriali italiane presenti. GRAZIE anche a coloro che non sono potuti essere fisicamente qui e hanno voluto esserlo con un messaggio augurale. Fra loro anche qualcuno, purtroppo, per motivi di salute: a loro il più sincero e fraterno augurio di poterci incontrare in una prossima occasione. Come al mio predecessore, Giancarlo Colombo, trattenuto da un imprevisto ulteriore intervento, operato con buon esito martedì scorso.

È vicino a noi anche il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Angel Fernandez Artime, decimo successore di don Bosco, che si trova a Buenos Aires per il Congresso internazionale di Maria Ausiliatrice, convocato dall’ADMA per tutta la Famiglia salesiana. Visto il fuso orario, tra qualche ora celebrerà la Santa Messa nella basilica di Maria Ausiliatrice dove fu battezzato Jorge Mario Bergoglio, oggi Papa Francesco. Mi ha assicurato che ci ricorderà nella preghiera perché l'evento di oggi sappia rendere bene il carisma del nostro fondatore, Don Bosco, quello che abbiamo respirato sin da piccoli e che ispira il nostro impegno, anche attraverso la buona stampa. Come sempre con la propria saggezza il Rettor Maggiore ha magistralmente concentrato in poche parole lo scopo di questa nostro incontro.

Don Bosco, grazie alle innate straordinarie doti di educatore universalmente riconosciute, ha RIVOLUZIONATO innanzitutto la comunicazione interpersonale, proponendo e attuando nel suo oratorio un nuovo modo di stare insieme, valorizzando il gioco, la musica, il teatro, le arti domestiche e professionali. Ma ha anche contribuito allo sviluppo della comunicazione sociale, promuovendo quella che definiva la “buona stampa” e cimentandosi persino nella difficile strada dell’editoria cattolica.

Questa attenzione la troviamo già nella fondazione della Congregazione religiosa dei Salesiani. All’art. 6 delle Costituzioni della società di San Francesco di Sales infatti si legge: “Fedeli agli impegni che Don Bosco ci ha trasmesso siamo evangelizzatori dei giovani, specialmente dei più poveri; abbiamo una cura particolare per le vocazioni apostoliche; siamo educatori della fede negli ambienti popolari, in particolare con la comunicazione sociale; annunciamo il Vangelo ai popoli che non lo conoscono.”

            Come sempre in Don Bosco non solo pensiero ma, soprattutto, azione. Nel 1853 Don Bosco inizia a pubblicare le Letture Cattoliche, che sono proprio l’incarnazione del suo pensiero di buona stampa, da diffondere tra il popolo con linguaggio semplice e messaggi facilmente comprensibili. Quasi 10 anni dopo, dal 1862, inizia a stampare il periodico in proprio nelle officine impiantate nell’oratorio di Valdocco. Nel 1877 nasce il Bibliofilo cattolico, un organo di informazione e coordinamento dell’ormai vasto e numeroso stuolo di figli di Don Bosco, sparsi nelle varie parti del mondo. Il notiziario editoriale si trasforma poi in Bollettino salesiano, subito diffuso a larghissimo raggio, tradotto in molte lingue e, ancora oggi, distribuito gratuitamente.

            La rivista Voci Fraterne, organo dell’Associazione degli Exallievi di Don Bosco, dopo un primo tentativo nel 1913, viene pubblicata nel giugno del 1920 e da allora regolarmente diffusa in tutto il territorio nazionale ed oltre. Voci Fraterne non si occupa solo di trasmettere informazioni e notizie dalle varie sedi territoriali, ma assolve l'importante compito di farsi portatore di valori attraverso gli interventi di formazione spirituale, civile e sociale, nel rispetto degli scopi educativi e culturali tanto cari a Don Bosco. Inoltre, si fa luogo in cui definire, approfondire e depositare la posizione della Chiesa cattolica, specie sui temi caldi che affiorano dalle cronache.

            I numeri di Voci Fraterne sono numeri importanti. Sono quasi 1.000 ad oggi le pubblicazioni della rivista che, nel tempo ha avuto dimensioni, consistenza e composizioni differenti. Oltre 20.000 le pagine andate in stampa. Un vero e proprio patrimonio culturale, ma anche storico e socio-politico, che non può appartenere solo agli Exallievi: merita di essere valorizzato e messo a disposizione dell’intera collettività.

            Per questo, in occasione del centenario della rivista e in linea con i tempi, abbiamo approntato un progetto per “digitalizzare” Voci Fraterne, renderla facilmente disponibile su web dando la possibilità di leggere tutti i numeri dal 1920 ad oggi. Ribadendo l'importanza di volgere lo sguardo al passato per conoscere a fondo le proprie radici e trarne insegnamenti per il presente e per il futuro, con questo archivio vogliamo stimolare la rivisitazione in chiave moderna di antiche modalità operative dell’associazione, rendere fruibile la rivista per ricerche di diversa natura e, non ultimo, diffondere l’operato dei buoni cristiani e onesti cittadini testimoniato anche sulla carta stampata in questi 100 anni.

            Poco più di un mese fa, accogliendo i rappresentanti dell’Unione Cattolica Stampa italiana guidati dalla presidentessa Vania De Luca, Papa Francesco ha citato la parresia e cioè il coraggio del giornalista di dire la verità in modo sempre rispettoso e mai arrogante. Il Santo Padre ha invitato alla libertà dall’audience, con l’uso dello stile evangelico del “sì, sì” “no, no”, ha parlato di comunicazione fatta di parole vere in mezzo a tante parole false. In questi concetti ci riconosciamo. Questo è lo stile con cui è stata condotta negli anni la nostra rivista, che ha camminato insieme e dentro la Chiesa cattolica e la Famiglia salesiana per offrire testimonianza dell’essere – lo voglio ribadire – buoni cristiani e onesti cittadini.

Mi avvio alla conclusione e lo faccio con un’ultima citazione, di Umberto Eco. Eco affermava che per proseguire efficacemente il cammino tracciato da Don Bosco occorre “un gruppo con la stessa IMMAGINAZIONE SOCIOLOGICA, lo stesso SENSO DEI TEMPI, la stessa INVENTIVITÀ ORGANIZZATIVA”. Noi Exallievi vorremmo essere parte di questo gruppo di persone, anche attraverso la nostra rivista perché questa, insieme alle nostre azioni sui territori, si ergano come il vero monumento a Don Bosco. Per non deludere le aspettative che aveva racchiuso in quelle parole bellissime con cui vi lascio al prosieguo della giornata, augurandovi buon lavoro:

“Sono certo che voi continuerete ad essere la consolazione di Don Bosco”.

Buona giornata.

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