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Ci vuole coraggio per frequentare il futuro

di Valerio Martorana 

Il futuro non è solo storia per bambini, cari amici Exallievi, è anche la nostra storia. Dobbiamo riprendere ad avere il coraggio di frequentare il futuro: il convegno nazionale sulla buona stampa ne è stato l’esempio; ricominciamo a comandare i nostri lavori, i nostri pensieri, le nostre ricerche, le nostre azioni, il nostro modo di vivere che è quello di essere buoni cristiani e onesti cittadini: “Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”, ci ricorda nella nuova strenna il Rettor Maggiore.

Il coraggio è la virtù umana che fa sì che chi ne è dotato non si sbigottisca di fronte ai pericoli, affronti con serenità i rischi, non si abbatta per dolori fisici o morali e, più in generale, affronti a viso aperto la sofferenza, il pericolo, l'incertezza e l'intimidazione; non lasciamoci intimidire dall’attuale superficialità imperante degli uomini nel portare avanti la nostra exallievità, il nostro amore verso la vita, la nostra testimonianza, credibile ed attendibile.

Ci stiamo provando a passare dai sogni ai segni poiché il nostro impegno da Exallievi deve andare obbligatoriamente verso la direzione del fare in un contesto sociale precario e senza punti di riferimento. Ciascuno di noi è chiamato, a tutti i livelli, a dare il proprio contributo, secondo le proprie possibilità, all’Unione di appartenenza ed al contesto politico a cui fa riferimento; non possiamo rimanere a guardare!

Voglio farvi un appello: non mollate!

Non molliamo proprio alla vigilia del Santo Natale, poiché dobbiamo ancora esserci per raccontare la nostra fraternità, la nostra appartenenza, il fondamento della nostra fede cristiana. La realtà che viviamo quotidianamente non possiamo guardarla solamente dall’alto, dal balcone e da spettatori, ma dobbiamo immergerci in essa per migliorarla, per portare avanti la gioia salesiana, che vince e avvince. Abbiamo un oceano di bene da raccontare e riguardano tutte quelle piccole azioni che quotidianamente portiamo avanti, in virtù di quell’educazione ricevuta che ha lasciato un forte segno nella nostra vita, che ci ha plasmato e contagiato al punto da non vergognarci, in nessun luogo, di proclamare la nostra appartenenza con la frase di rito, e che ci identifica, “anch’io sono un Exallievo di Don Bosco, anch’io ho frequentato i salesiani”.

Ciascuno di noi, dal momento in cui è entrato a contatto con il carisma di Don Bosco, ha siglato un patto di fedeltà con la congregazione: coltiviamo ed annunciamo agli altri questo segno di fedeltà che ci rende “umili, forti e robusti”.

Siamo coscienti della complessità della realtà, della forte società dell’odio che avanza ma dobbiamo distinguerci dagli altri per il nostro rispetto verso l’altro, verso la verità! Ecco il mio augurio di buon natale e felice anno nuovo, a ciascuno di voi, al vostro patto siglato con Don Bosco, alla vita!

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