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Gli Exallievi e le Exallieve di Don Bosco sono già “periferia”, senza passione!

Di Valerio Martorana

Le giornate di spiritualità della Famiglia Salesiana anche quest’anno si sono svolte a Valdocco, nella Casa Madre, da dove tutto è partito. Sarà l’aria che vi si respira quotidianamente, sarà l’essere di continuo a contatto con i luoghi che hanno fatto la storia del Santo dei giovani ma ti senti addosso una responsabilità profonda che ti porta a confermare un impegno costante e continuo che deve rimanere a favore degli Exallievi; a Valdocco ti senti a casa, respiri il profumo di Don Bosco.

Papa Francesco esorta i laici, e quindi anche i vari gruppi della Famiglia salesiana, ad uscire fuori, ad attenzionare le periferie. Noi exallievi ed exallieve di Don Bosco siamo già periferia, poiché ci troviamo fuori dal contesto e dalla casa salesiana e quindi dovremmo essere agevolati nell’agire nelle periferie della quotidianità perché la nostra missione dovrebbe già svolgersi accanto agli “ultimi”, in mezzo a loro, nei posti di lavoro, in famiglia, nella società, con passione!

Dobbiamo essere degli Exallievi che non hanno nulla da difendere, ma molto da offrire. Dobbiamo avere la forza di continuare a sognare la vita, non a vivacchiare perché “se i giovani si raffreddano, il resto del mondo batte i denti” (Georges Bernanos). So che non è da tutti rischiare per i propri sogni, ma noi siamo exallievi di Don Bosco, abbiamo un’energia in più. Iniziamo dalle nostre famiglie, con passione, quella passione che Don Bosco ha avuto per i suoi figli, cioè per noi, per la Congregazione. Oggi manca la passione nel nostro agire quotidiano, manca la causa scatenante che ci porta a proclamare il nostro orgoglio dell’appartenenza alla Famiglia salesiana. Il futuro, cari exallievi, non dobbiamo temerlo come una minaccia ma come un sogno possibile (Don Bosco docet).

Non so come eravate prima, data la mia giovine età, ma siamo sempre per una organizzazione della nostra vita al ribasso, dati i tempi correnti? Dite di voler bene all’associazione ma invece le state rubando il futuro? Ricordiamoci che ci vogliono passione e prevenzione che sono all’opposto  dell’indifferenza e dell’oppressione.

Che cosa invecchia presto? La gratitudine.
(Diogene Laerzio). Abbiamo perso, con l’andare avanti dei nostri giorni, la gratitudine verso il nostro Padre, Maestro ed Amico, dimenticandoci che ci voleva e vuole “vedere felici nel tempo e nell’eternità”.

Tutte le rughe della vita le abbiamo passate, le grande disgrazie, i grandi dolori, però alla fine facendo un bilancio tra le cose tristi e le cose gioiose, vince la gioia. Per tanto tempo non siamo riusciti a vedere la bellezza della vita, dell’ambiente che ci circonda; trovi a poca distanza dai tuoi occhi dei paesaggi meravigliosi. Finiamola di ignorare il territorio che ci circonda, finiamola di ignorare la nostra storia. Ritorniamo, con passione, alle nostre origini, ad essere buoni cristiani ed onesti cittadini. Buona Pasqua.

 

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