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La bellezza ci salverà, promuoviamola!

Di Valerio Martorana

Dobbiamo avere visione, passione e missione per lasciare un segno, per non tradire l’educazione ricevuta, per essere dei veri figli di Don Bosco. Attraverso la bellezza, che dura nei secoli, possiamo smuovere le coscienze, possiamo parlare un linguaggio universale. Di fronte al bello (interiore ed esteriore), il cervello umano attiva dei meccanismi di riconoscimento che superano la mediocrità e la cattiveria umana. “L’adulazione- ricorda Charles Rollin - è un commercio di menzogne, fondato da una parte sull’interesse, dall’altra sulla vanità”. Noi dobbiamo riscoprire la comunione, vivendo in comunità, partendo dalle nostre famiglie: è li la nostra missione, li ci giochiamo tutto, la nostra credibilità, il nostro credo a Don Bosco.

Con la bellezza e la bontà cammineremo insieme, per essere incisivi nelle realtà territoriali in cui operiamo. Ricordiamoci che spesso nulla è come appare, ecco perché dobbiamo avere la capacità di pensare, di agire e, da credenti, costruire. Per fortuna in mezzo a voi exallievi vi sono tante rose che lasciano profumo e non hanno bisogno di predicare, sta in queste persone la nostra forza e la nostra speranza. Non dobbiamo cambiare la nostra natura se qualcuno ci fa del male, non dobbiamo perdere la nostra  essenza, dobbiamo prendere solo adeguate precauzioni. Noi dobbiamo essere costruttori di felicità, non la dobbiamo solamente perseguire.

Preoccupiamoci più della nostra coscienza che della nostra reputazione, perché la nostra coscienza è ciò che siamo e la nostra reputazione è ciò  che pensano gli altri di noi. E quello che pensano gli altri, non è un problema nostro, è un problema loro.  Avanti, con forza e determinazione!

Non dimentichiamoci che Don Bosco è molto più di quello che possiamo capire noi! Abbiamo un sogno su cui ruota attorno la nostra vita: l’idea di un mondo diverso. Non perdiamolo questo sogno, è tutto da riscrivere. Proteggiamo i valori dell’educazione ricevuta, questa genuinità del nostro modo di essere, trasmettiamola a chi ci sta accanto. I colori della vita ci danno ottimismo, in fondo al tunnel c’è sempre la luce che ci aspetta.

Un appello a tutti gli operatori della comunicazione che collaborano con la nostra rivista: raccontateci il vostro territorio, fateci sapere in che modo siete testimoni attendibili e credibili del nostro Padre, Maestro ed Amico. Ci sono storie quotidiane che rappresentano in modo vivo l’educazione ricevuta, facciamole conoscere agli altri.

Volete essere felici per un istante? Vendicatevi! Volete essere felici per sempre? Perdonate! Non giudichiamo le persone dai loro errori, ma dalla loro voglia di rimediare. Papa Giovanni Paolo II a tutti noi ci ricorda che dobbiamo andare sempre avanti, anche perché  quando le nostre gambe saranno stanche, cammineremo con il cuore.

Cari lettori, il punto è che su Don Bosco avevo giurato di non affezionarmi, invece ci ho perso la testa. C’est la vie!

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